Chi si avvicina per la prima volta al mondo degli investimenti si pone quasi sempre le stesse domande.
Da dove comincio? Quanto devo investire? Quale broker uso? Quale ETF scelgo? Devo aspettare il momento giusto?
Nelle newsletter precedenti abbiamo parlato di perché investire, di come funziona la borsa, di perché gli ETF battono il trading e i fondi attivi, di perché il tempo conta più dei soldi, di perché il non-fare sia spesso la strategia migliore. Manca solo un pezzo: cosa fare, concretamente, oggi, per iniziare.
Questa newsletter è quella.
Il punto di partenza
Prima di aprire qualsiasi conto, vale la pena ripetere tre cose che abbiamo già detto, perché sono la base di tutto il resto.
Primo: il denaro non è il fine. È l'infrastruttura che ti compra tempo e libertà. Se perdi di vista questo, rischi di trattare gli investimenti come un gioco invece che come uno strumento.
Secondo: il tempo che passa senza investire non è tempo neutro. È tempo che lavora contro di te, perché l'inflazione erode silenziosamente quello che hai fermo su un conto corrente.
Terzo: non serve essere il miglior investitore del mondo. Serve essere disciplinato. La disciplina batte l'intelligenza quasi sempre, quando si parla di orizzonti di 20-30 anni.
Tenendo questo a mente, si comincia.
Cosa NON fare
Prima del "come", vale la pena ribadire il "cosa evitare", perché è lì che si perdono più soldi che altrove.
Non fare trading. Non aprire e chiudere posizioni pensando di prevedere il mercato. L'80% di chi lo fa perde denaro, e non perché sia stupido — perché il mercato a breve termine è rumore, non segnale.
Non affidarti a un fondo gestito attivamente da una banca. Il 95% di questi fondi non batte un semplice indice, e nel frattempo paghi commissioni che erodono il tuo rendimento anno dopo anno.
Non comprare azioni di singole aziende pensando di aver trovato quella giusta. Se non sei disposto a comprare l'intera azienda, non dovresti nemmeno comprarne un pezzo isolato.
Non aspettare "il momento giusto". Non esiste. Esiste solo oggi, e ogni giorno che rimandi è un giorno di interesse composto che non recuperi più.
Ora, il come.
Passo 1: metti in ordine la liquidità
Prima di investire un euro, tieni da parte una riserva di liquidità per le emergenze — qualche mese di spese, ferma su un conto, non investita. Serve a non essere costretto a vendere in un momento di calo del mercato solo perché ti serviva liquidità immediata. Il resto è quello che puoi investire con un orizzonte lungo.
Passo 2: apri un conto presso un broker regolamentato
Serve una piattaforma regolamentata che ti dia accesso a ETF UCITS — quelli conformi alla normativa europea, gli unici che un investitore italiano dovrebbe usare. Non conta il nome del broker. Contano tre cose: che sia regolamentato, che i costi siano bassi e trasparenti, e che ti dia accesso a ETF ad accumulazione.
Passo 3: scegli un ETF, non un'azione
Il grosso del tuo capitale va su un ETF che replica un indice azionario globale — MSCI World o FTSE All-World, per esempio. Contengono migliaia di aziende in decine di paesi. Non stai scommettendo su una singola azienda. Stai partecipando alla crescita del sistema economico mondiale nel suo complesso.
Guarda il TER, il costo annuo del fondo: deve essere basso, sotto lo 0,25%. E scegli la versione ad accumulazione, non a distribuzione — reinveste automaticamente i dividendi, così componi senza dover fare nulla tu.
Passo 4: decidi come versare
Hai due strade, e non si escludono a vicenda. Puoi investire oggi tutto quello che hai disponibile, dopo aver messo da parte la liquidità del Passo 1. Oppure puoi impostare un PAC — un versamento fisso ogni mese. Molti fanno un mix: quello che hanno oggi lo investono subito, e poi continuano con un PAC mensile.
Il PAC ha un vantaggio psicologico enorme: automatizza la decisione. Il giorno stabilito, i soldi vanno nell'ETF. Non decidi tu ogni volta se è il momento giusto. Non lo è mai secondo la tua pancia — ma lo è quasi sempre secondo la matematica.
Passo 5: stabilisci l'orizzonte e non guardare tutti i giorni
Il tuo orizzonte dovrebbe essere di almeno 10 anni, idealmente 20-30. Più è lungo, meno conta la volatilità di breve termine. Rivedi il portafoglio una volta l'anno. Non ogni giorno, non ogni settimana. Guardarlo troppo spesso ti espone a decisioni emotive che, come abbiamo visto, sono quasi sempre sbagliate.
Un'ultima cosa sulle tasse
In Italia le plusvalenze si tassano al 26%. Se compri e tieni fermo, paghi quella tassazione solo quando vendi, tra vent'anni o più. Se invece muovi spesso il portafoglio, paghi ogni volta che chiudi in guadagno, e quello che paghi oggi è capitale che non componi più domani. Un motivo in più per comprare e non toccare.
Ricapitolando
Metti da parte una riserva di liquidità.
Apri un conto su un broker regolamentato.
Compra un ETF globale ad accumulazione, con TER basso.
Versa oggi quello che hai e imposta un PAC mensile.
Non guardarlo tutti i giorni. Rivedilo una volta l'anno.
Tieni duro quando il mercato scende — è lì che stai comprando a sconto.
Non è complicato. È noioso. E funziona proprio perché è noioso.
Non serve essere il miglior investitore. Non serve aspettare le condizioni perfette. Non serve avere 10.000€ per iniziare. Inizia con quello che hai. Il resto lo investirai domani.
La domanda non è: "Riesco a permettermi di investire?"
La domanda è: "Riesco a permettermi di non investire?"
Alla prossima.
Bruno
Questo non è un consiglio di investimento. Quanto scritto è frutto di anni di studio personale e riflette opinioni personali. Non ha nulla a che vedere con il mio lavoro presso Applied Materials. Investi solo se comprendi i rischi e consulta un professionista se necessario.